Il mistero del pieno troppo caro
Ogni volta che fai benzina, ti sarai chiesto: perché costa così tanto? Una delle risposte più sconcertanti è: le accise.
Le accise sono imposte fisse che lo Stato applica sui carburanti. Non variano col prezzo del petrolio: ci sono sempre, anche quando il barile costa poco.
Una lista infinita (e assurda)
In Italia, alcune accise risalgono a eventi lontanissimi. Alcuni esempi reali:
- 1935: Guerra d’Etiopia
- 1963: Disastro del Vajont
- 1976: Terremoto del Friuli
- 1980: Terremoto dell’Irpinia
- 1996: Missione ONU in Libano
- 2004: Rinnovo contratto autoferrotranvieri
Molte di queste emergenze sono finite da decenni. Ma l’accisa è rimasta.
Quanto pesano sul prezzo?
Circa la metà di quello che paghi alla pompa sono tasse. Su un litro di benzina da 1,80 euro, oltre 90 centesimi sono tra accise e IVA.
Quindi: anche se il petrolio scendesse a 30 dollari al barile, tu continueresti a pagare caro.
Perché non vengono tolte?
Perché sono entrate sicure per lo Stato. Le accise generano miliardi di euro ogni anno. E nessun governo, di destra o sinistra, ha mai avuto il coraggio di cancellarle davvero.
Paghi e non lo sai
Il problema è anche culturale: pochi conoscono l’esistenza e la natura delle accise. Così, mentre l’indignazione si concentra sulle compagnie petrolifere, il prelievo fiscale passa in secondo piano.
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